VADEMECUM ANTIUSURA
e per l’uso responsabile del denaro
UN AIUTO
per chi si sente
minacciato o sopraffatto dai debiti.

 

 

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CONVEGNO ANTIUSURA

In occasione del 25esimo anniversario della fondazione San Giuseppe Moscati, è stato organizzato, nel complesso monumentale di Santa Chiara, nel cuore del centro storico di Napoli, un convegno antiusura, che si è occupato di lotta all’usura, di povertà, di solidarietà, di lotta al gioco d’azzardo e di aiuto alle famiglie.

Serena Bernardo intervista Padre Rastrelli; e poi al suo microfono ci sarà il dottor Amedeo Scaramella il vice presidente della fondazione e infine il procuratore Roberti.

Aiutare i giovani ad avviare una nuova attività, evitando che possano cadere vittime degli usurai.

Con questo obiettivo per tre anni la FondazioneAntiusura Moscati, nata nel ’91 per opera di padre Massimo Rastrelli, ha realizzato un progetto di microcredito sociale che ha consentito la nascita di circa 50 attività nel capoluogo campano. Dal 2006 al 2009 la Fondazione ha investito oltre 880mila euro, soldi che stanno rientrando tutti, grazie a tassi d’interesse favorevoli (non hanno superato il 4 per cento), e alla buona riuscita delle imprese.

 

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Una follia. Folle chi pensa di “fare cassa” con il gioco d’azzardo, come pure chi si rovina davanti a una slot machine, o in una sala da poker, o davanti allo schermo del computer.
Non usa mezzi termini p. Massimo Rastrelli, presidente della Consulta nazionale antiusura e della Fondazione antiusura “San Giuseppe Moscati” di Napoli, in riferimento alla possibile imminente apertura di mille nuove sale per il gioco d’azzardo, dopo il via libera della Commissione bilancio del Senato. Francesco Rossi, per il Sir, lo ha intervistato.

Ancora una volta, anziché contrastarlo, lo Stato punta sul gioco d’azzardo…
“Queste iniziative vengono prese dallo Stato – e già questa è una follia – che crede così di pareggiare il bilancio, ma rovina gli uomini. Alla fine, quindi, non danno un aiuto economico, ma distruggono i lavoratori e i contribuenti. Il gioco oggi ha cominciato a infettare pure ragazzi di 12 anni… La Costituzione dice che l’Italia è fondata sul lavoro, ma pare che non sia più così”.

Prima ancora delle nuove sale ci sono i giochi d’azzardo on line, contro i quali non viene fatto nulla. Cosa ne pensa?
“La nostra Costituzione, agli articoli 30 e 31, tutela la famiglia. ‘La Repubblica – recita – agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo’. Ciononostante il nostro si è trasformato in uno Stato biscazziere. E chi controlla? Nelle scommesse on line non ci può essere alcun controllo, men che meno sull’età di colui che è di fronte allo schermo. Eppure oggi è lo Stato a incentivare al gioco più di quei canali cosiddetti illegali”.

Complice pure la crisi, il sogno di una vincita che risolva tutti i problemi economici porta sempre più persone a entrare nella spirale del gioco d’azzardo…
“La gente, oggi, va a giocare e non ha da mangiare. Ci sono giovanissimi, ma pure persone di 50-60 anni: la follia ha preso il posto del senno. E lo Stato continua a rovinare mariti, mogli, ragazzi, giovani e anziani”.

E la politica che fa? Il ministro Balduzzi si è detto “sconcertato” dalla decisione della Commissione al Senato.
“Anche la politica pare in mano a folli, che di fronte a una situazione così sensibile non tengono conto dei danni che vengono provocati”.

Perché, come Consulta e Fondazione antiusura, vi sentite interpellati fortemente dalla legislazione sul gioco d’azzardo?
“Perché così viene colpita la famiglia ed è ora di darsi una regolata. Le persone, per il gioco, s’indebitano, finiscono in mano agli strozzini, si ammazzano. È un delitto rovinare gli uomini, e dobbiamo interrogarci su quanta parte abbia lo Stato in questa disperazione e in queste morti”.

Si parla di “lobby”. Dietro alla “follia” di cui parla ci sono interessi precisi?
“Sì, c’è l’interesse di alcuni che con il potere credono di poter fare quello che vogliono. Non è così, l’uomo dev’essere rispettato”.

Ma fino a che punto è “legale” il gioco, sebbene autorizzato dallo Stato?
“Quando il legale è obiettivamente delinquenziale che legalità può avere? Anche Gesù è stato ‘legalmente’ crocifisso, ma ciononostante fu commesso un orribile misfatto…”.

Scarica l’intervista completa.

INTERVISTA AUDIO DI RADIO VATICANA A P. M. RASTRELLI CIRCA IL PROBLEMA DELLA LUDOPATIA.